Cos'è
La rassegna
Raccontare e ascoltare storie è un bisogno che fa parte della nostra natura (Sebastiano Vassalli).
La rassegna “Pensare con le storie” cerca di scardinare il luogo comune secondo il quale la scrittura e la lettura di romanzi siano attività, per quanto nobili, da attribuire per lo più all’ambito dell’“intrattenimento”, della “distrazione”, dell’evasione dalla realtà. A ben vedere, il confronto con la narrazione - in senso esteso - è il luogo del “pensiero narrativo”. La narrazione ha piena dignità di pensiero che cerca di comprendere ed esprimere la realtà, di mettere ordine e dare significato a quanto, dentro e fuori di sé, ne appare privo. È un elemento irrinunciabile del nostro stare al mondo.
L’autore
Luca Starita è nato a Napoli nel 1988 e vive a Firenze dove lavora per Feltrinelli. È laureato in Italianistica a Bologna con una tesi sulla queerness nella narrativa di Aldo Palazzeschi. Nel 2021 pubblica il saggio Canone ambiguo. Della letteratura queer italiana, e nel 2023 Pensiero stupendo. Un saggio sul tradimento, entrambi per la casa editrice effequ. Scrive di letteratura per “Il Tascabile”, “La città dei lettori” e “Cultweek” e si occupa di teatro, sia come drammaturgo sia come curatore di progetti culturali. Dal 2021, per la scuola Holden di Torino, tiene un laboratorio sulle tematiche della narrativa queer italiana, un corso di letteratura per insegnanti, oltre che diversi corsi di scrittura. Ha partecipato a numerosi incontri in Italia per parlare delle tematiche dei suoi saggi e a vari convegni universitari, sia in Italia sia all’estero.
Il libro
Indifesi sotto la notte. Narrazioni dell'AIDS in Italia tra gli anni '80 e '90 (Minimum Fax, 2026, 166 pagine, Collana: Indi)
Nel 1982 si diagnostica il primo caso di Aids in Italia. Nel 1984, i casi sono diciotto. Nel maggio 1991 superano i novemila, e sono in continua crescita. Al diffondersi del virus dell’Hiv si accompagnano la paura, la disinformazione e lo stigma sociale che colpiscono soprattutto persone omosessuali e tossicodipendenti, che si vedono isolate, colpevolizzate, non sufficientemente prese in carico dal sistema sanitario e spesso nemmeno circondate da una rete sociale e affettiva.
Il primo in Italia a rompere il silenzio angosciato che circonda l’epidemia è Giovanni Forti, un giornalista affetto dal virus, che nel 1992 in un articolo su «L’Espresso» offre la testimonianza della sua malattia. Partendo da questo caso, Luca Starita analizza le narrazioni – letterarie e non – che dell’Aids sono state fatte in Italia tra gli anni ’80 e ’90, raccontando anche il modo in cui la politica e la società hanno affrontato o, più spesso, cercato di ignorare il problema.
Attraverso i testi di autori e autrici come Tondelli, Fortunato, Ferraresi, Bellezza e le testimonianze di persone che quegli anni li hanno vissuti (tra gli altri Guadagnino, Maraini, Gheno, Giartosio, Scarlini), Starita ricostruisce un quadro lucido e doloroso del modo in cui il virus Hiv ha terrorizzato, scandalizzato, destabilizzato la nostra società che non era – e non è – pronta a guardare in faccia la morte e a confrontarsi con il diverso, sempre usato come capro espiatorio per esorcizzare e allontanare da noi tutto ciò che ci spaventa.
(Fonte: minimumfax.com)
Iniziativa inserita nel programma Salone Off
A chi è rivolto
Tutta la cittadinanza
Date e orari
16 mag
16
mag
Costo
Gratuito
Luogo
Punti di contatto
Allegati
Ultimo aggiornamento: 26 aprile 2026, 18:29